Il nuovo ecosistema del giornalismo scientifico

Steven Johnson qualche tempo fa ha descritto in modo lucido l’ecosistema dell’informazione nel dibattito sull’effetto del web sui mezzi di diffusione delle notizie tradizionali. Qualcuno prova a trasferire il concetto di un nuovo ecosistema informativo al giornalismo scientifico. A pagina 38 del rapporto Science and the Media: Securing the Future scritto da Diana Fox, direttrice del Science Media Centre della Royal Institution britannica, vengono individuati tre grandi categorie di nuove imprese nel giornalismo scientifico:

1. Imprese semi-giornalistiche costruite e condotte dalla comunità scientifica stessa;

2. Nuove imprese giornalistiche che nascono all’interno del mondo del giornalismo

3. Sviluppi nel social networking sul web che stanno cambiando sia il modo in cui il giornalismo è fatto, sia il modo in cui il pubblico riceve l’informazione

A parte la prima considerazione, non si capisce bene cosa ci sia di specifico per il giornalismo scientifico.

Il report è stato commentato su un forum di Nature. Secondo Hilary Sutcliffe , che considera peraltro il report eccellente, bisogna porre più attenzione all’utente di solito non interessato ai temi scientifici. Sutcliffe pone il problema della “predicazione ai convertiti”. Se ne parla da molto, ma è difficile da superare. La sensazione è che la maggior parte della comunicazione pubblica della scienza è studiata, pensata, attuata nei confronti di persone che hanno già un forte o moderato interesse nei confronti della scienza stessa. Credo sia vero.

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