Come gli Stati Uniti esportano le loro malattie mentali

How the US exports its mental illnesses è il titolo di un articolo scritto da Ethan Watters sul New Scientist della scorsa settimana. La tesi è che gli psichiatri statunitensi, che dominano il dibattito mondiale sulla classificazione e i trattamenti del disturbo mentale, ignorano le specificità locali e culturali. Con l’aiuto delle multinazionali farmaceutiche. E’ una discussione importante considerando che è in progettazione il nuovo Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’Associazione psichiatrica americana. Si tratta del DSM V e l’uscita è prevista per il 2012. Dal Sito dell’Associazione degli psichiatri americani si può scaricare l’agenda di ricerca per la realizzazione del volume . Fra qualche giorno modererò una sessione all’incontro “Trieste 2010:Che cos’è salute mentale?”. Il titolo del workshop a cui partecipo è Nuove conoscenze o pschiatrizzazione delle neuroscienze?. Per capire di cosa si tratta si può prendere un estratto dell’agenda di ricerca del futuro DSM V. Il libro, tra le altre cose:

Offers a neuroscience research agenda to guide development of a pathophysiologically based classification for DSM-V, which reviews genetic, brain imaging, postmortem, and animal model research and includes strategic insights for a new research agenda

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