Qualche rimedio ai problemi fra scienziati e giornalisti

Colin Macilwin, un giornalista scientifico britannico che ha lavorato per una quindicina d’anni a Nature, adesso redattore di Research Fortnight e Research Europe, scrive un articolo su Nature del 17 febbraio 2010 riguardo ai problemi fra scienziati e giornalisti.
Macilwin era in partenza per San Diego per il meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science, svoltosi tra il 18 e 22 febbraio.
Il titolo quest’anno era “Bridging Science and Society”.
Nel suo articolo, il giornalista scientifico britannico richiama il report Science and the Media: Securing the Future, di cui avevo già parlato tempo fa.
I mali attuali del giornalismo scientifico:
-aumento del carico di lavoro e allo stesso tempo accresciuta complessità dovuta ai multimedia;
-ruolo crescente delle pubbliche relazioni;
-“pack journalism”: devi coprire una storia perché la coprono tutti i tuoi competitori;
-mancanza di tempo e risorse per giornalismo scientifico originale e investigativo.
I rimedi di Macilwain:
-rinuncia al sistema basato sull’embargo delle riviste scientifiche, soprattutto quelle di grande diffusione;
-abbandono della mentalità di “pack journalism” legato alla logica dell’embargo;
-maggiore coinvolgimento degli scienziati sui media nelle questioni che riguardano punti deboli, punti forti e passi falsi del progresso scientifico.

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