Archive for maggio, 2011

Fiduciosi sul futuro del giornalismo scientifico

John Horgan su Scientific American vede un avvenire roseo per il giornalismo scientifico nonostante il clima di grande preoccupazione che continua a perdurare tra gli addetti ai lavori. A rassicurarlo sono le idee, l’impegno e i prodotti di un gruppo di studenti di una scuola di giornalismo americana dove si svolge un premio annuale in cui Horgan è uno dei giurati.
Nell’articolo non viene fatta un’analisi approfondita sul destino dell’informazione scientifica, ma ve lo segnalo lo stesso per i temi affrontati dai ragazzi in concorso e riportati da Horgan. Tra questi vi sono: il dibattito sui trattamenti nei confronti dei pedofili, le cause dell’alta mortalità infantile nei quartieri poveri, i pro e i contro dei test genetici sull’Alzheimer, le modalità con cui Big Pharma reclamizza i suoi prodotti mediante articoli scritti da ghost-writers su riviste di medicina.
Sono d’accordo con Horgan quando dice che questi studenti mostrano di essere molto più aperti di tanti giornalisti scientifici tradizionali. C’è un’idea ampia di scienza e dei bisogni informativi attuali, a essa legati, che bisogna soddisfare. È una delle direzioni giuste da intraprendere, almeno a mio modo di vedere.

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Immobili scelte

A un certo punto della lettura di questi racconti di James Lasdun hai sempre l’illusione che i personaggi ce la possano fare a cambiare la propria vita. Nelle loro esistenze variamente e disperatamente ordinarie si aprono crepe che potrebbero diventare varchi verso nuovi mondi di senso. Ma poi, al di là delle apparenze, in un immobilismo inesorabile la rassegnazione diventa una rassicurante quanto pavida consolazione. Alla fine di ogni racconto ti rimane la sensazione di ovatta nei polmoni perché non ci sono soluzioni, ma solo scelte.

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Mangiare in tutti i sensi

Nella raffinata cornice del ristorante Pepenero Pepebianco di Trieste si è svolta ieri sera una cena multisensoriale a cui fa riferimento la locandina qui a fianco. La serata è stata divertente e interessante. I ragazzi e le ragazze del secondo anno del Master in Comunicazione della Scienza della Sissa, che hanno organizzato l’evento, sono stati bravi e professionali. Gli ospiti hanno raccontato il funzionamento dei nostri sistemi sensoriali di fronte al cibo con un giusto equilibrio, alternando descrizioni scientifiche ad aneddoti curiosi. L’unico neo è che la cena è andata un po’ per le lunghe, ma forse per i miei gusti. Il pubblico è comunque rimasto attento fino alla fine.
A mio parere il piatto migliore è stato un tris di asparagi presentati secondo un’elegante geometria i cui segreti sono stati illustrati dal food designer Paolo Barichella. Era la prima volta che vedevo all’opera un professionista di questo tipo, un’intersezione fra antropologo, psicanalista, sociologo e comunicatore del cibo. Ha davvero reso bene l’idea che “si è ciò che l’uomo mangia”. Tripudio finale per il cuoco e il suo staff, veri scienziati enogastronomici.

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Politicamente basagliani

Al Caffè San Marco di Trieste questa sera alle 18 e 30 la presentazione del volume “Basaglia politico”, scritto da Andrea Pertot e pubblicato da ablibio.

Dalla quarta:

“Ma perché Basaglia tornerebbe utile in una società definita post-moderna e post-ideologica, dove il permissivismo ha preso il posto dell’autoritarismo, dove il manicomio sembra non esistere più?”.

A stasera per qualche risposta.

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Hacker o cracker

Immagine presa da Wikipedia

Non so se chi si è cimentato nel far sparire tutti i contenuti del mio blog possa definirsi hacker o cracker. Non so se chi l’ha fatto sia animato da ambiziose sfide intellettuali di cui mi sfuggono gli inarrivabili obiettivi o sia un criminale informatico. Sta di fatto che il database del mio blog è stato azzerato e per due settimane sono scomparso dalla blogosfera. Ora riparto, forse pian pianino riuscirò a recuperare qualcosa, ma costa fatica e tempo. Intanto questo è il mio primo post dell’era post-hacker o post-cracker.

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