Fiduciosi sul futuro del giornalismo scientifico

John Horgan su Scientific American vede un avvenire roseo per il giornalismo scientifico nonostante il clima di grande preoccupazione che continua a perdurare tra gli addetti ai lavori. A rassicurarlo sono le idee, l’impegno e i prodotti di un gruppo di studenti di una scuola di giornalismo americana dove si svolge un premio annuale in cui Horgan è uno dei giurati.
Nell’articolo non viene fatta un’analisi approfondita sul destino dell’informazione scientifica, ma ve lo segnalo lo stesso per i temi affrontati dai ragazzi in concorso e riportati da Horgan. Tra questi vi sono: il dibattito sui trattamenti nei confronti dei pedofili, le cause dell’alta mortalità infantile nei quartieri poveri, i pro e i contro dei test genetici sull’Alzheimer, le modalità con cui Big Pharma reclamizza i suoi prodotti mediante articoli scritti da ghost-writers su riviste di medicina.
Sono d’accordo con Horgan quando dice che questi studenti mostrano di essere molto più aperti di tanti giornalisti scientifici tradizionali. C’è un’idea ampia di scienza e dei bisogni informativi attuali, a essa legati, che bisogna soddisfare. È una delle direzioni giuste da intraprendere, almeno a mio modo di vedere.

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