Quando l’Italia primeggiava nell’eccellenza scientifica

Ieri pomeriggio ho presentato il libro Il Miracolo Scippato di Marco Pivato. C’è stata una discussione interessante. Secondo Marco le ragioni della fine delle esperienze di eccellenza scientifica italiane negli anni ’60 vanno ricercate nella geopolitica e nella politica, nella guerra fredda e nelle lotte intestine dei partiti, che riflettevano un paese diviso, incapace di sostenere i valori laici della scienza, sostanzialmente conservatore. Da quel momento in poi la ricerca in Italia non si è più ripresa, fino ad arrivare alla situazione attuale, caratterizzata da condizioni strutturali non dissimili da quelle che hanno impedito circa quarant’anni fa di consolidare le imprese di Olivetti, Marotta, Mattei e Ippolito, i quattro casi analizzati ne Il Miracolo Scippato.
Qualcuno ha fatto notare che in realtà l’Italia del boom economico è stata capace di grandi riforme e che la spiegazione geopolitica non è sufficiente. L’analfabetismo scientifico, tanto della popolazione in generale quanto soprattutto della classe politica e imprenditoriale, completerebbe il quadro. Quest’ultima parte mi convince di meno. Non c’è nessuna relazione causale dimostrata tra i soldi spesi in ricerca scientifica e il grado di conoscenza scientifica e tecnologica dei non-esperti.

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