Comunicazione e cittadinanza scientifica

Dopodomani intervengo in un workshop nell’ambito delle iniziative del Festival di Internazionale a Ferrara. Il programma dell’evento a cui partecipo è disponibile qui. Il titolo della mia relazione è Comunicazione e cittadinanza scientifica.
Cercherò di rispondere alla seguente domanda: quali caratteristiche deve avere un modello di comunicazione che tenga conto della necessità di praticare diritti e doveri nei confronti della scienza?
Costruire la cittadinanza scientifica significa aumentare la consapevolezza del fatto che siamo titolari di una nuova generazione di diritti e di doveri e che dobbiamo far fronte a nuove responsabilità.
La centralità assunta dal sapere scientifico nella società contemporanea può provocare disuguaglianze ed esclusioni. Per questo, in modo spesso non consapevole, la società esprime un forte bisogno di cittadinanza scientifica.
La comunicazione pubblica della scienza è il meccanismo fondamentale per rispondere alla crescente necessità di rappresentazione e di auto-rappresentazione nei confronti delle questioni poste dall’innovazione tecnoscientifica. Ma quale comunicazione può rispondere adeguatamente a tali bisogni?
Si tratta di speculazioni, però l’idea è quella che la comunicazione non può soltanto essere finalizzata alla divulgazione o alla partecipazione, ma deve essere concepita per aumentare il grado di responsabilità di ciascuno di noi nei confronti della scienza come impresa umana collettiva.
Da una parte, questa presa di coscienza è prerequisito indispensabile per non subire passivamente i rischi legati allo sviluppo tecnoscientifico e per non essere esclusi dai suoi benefici economici, sociali e politici, in altre parole per invocare il diritto a essere informati, protetti e ad aver maggiore possibilità di scelte possibili rispetto alle nuove conoscenze. Dall’altra, ci impone anche dei doveri, come quello di favorire l’ “aumento” del tasso di conoscenza a beneficio di tutti e partecipare attivamente alla costruzione del futuro sociotecnico.
Se volete approfondire questi concetti una lettura utile è un articolo del sociologo Giancarlo Quaranta, pubblicata qualche tempo fa su Jcom, rivista di cui sono direttore.

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