La comunicazione sul cambiamento climatico non va

“LET ME PUT MY CARDS ON THE TABLE. THIS IS WHAT I THINK. THE CURRENT MODEL OF CLIMATE SCIENCE COMMUNICATION AND SCIENCE COMMUNICATION MORE GENERALLY IS FUNDAMENTALLY FLAWED. IT IS BASED ON WHAT’S KNOWN AS THE ‘DEFICIT MODEL’. THAT IS TO SAY IT IS BASED ON A BELIEF THAT THERE IS INSUFFICIENT INFORMATION OUT THERE AND TO REMEDY IT, ALL ONE NEEDS TO DO IS PUT OUT MORE STUFF, ALBEIT PACKAGED IN AN ‘ACCESSIBLE’ WAY – WITH IMAGES OF POLAR BEARS AND MELTING ICE OR, FAILING THAT, PICTURES OF POOR BANGLADESHI VILLAGERS WAIST DEEP IN FLOOD WATER – AND THE PUBLIC WILL GET IT. SCIENCE WILL HAVE BEEN COMMUNICATED.
WELL I CAN TELL YOU NOW THAT IT WON’T. I WANT TO SUGGEST THAT IT’S NOT ABOUT INFORMATION ‘DEFICIT’. CERTAINLY NOT ANY MORE WITH THE VERITABLE AVALANCHE OF BOOKS, ARTICLES, TV PROGRAMMES, BLOGS DEALING WITH THE SUBJECT.”

Immagine da Wikipedia

La comunicazione sul cambiamento climatico è sempre di più uno straordinario laboratorio sulla complessità della comunicazione della scienza e sugli errori che sembrano ripetersi, nonostante la mucca pazza, gli Ogm ecc. La citazione riportata è tratta da una una relazione di un funzionario del Dipartimento dell’Energia e del Cambiamento Climatico (DEEC) britannico. La trovate a pagina 7 di un documento che hanno tirato fuori i giornalisti del Guardian nell’ambito di un presunto conflitto d’interessi del ministro Greg Barker. Ne ha parlato oggi nel suo blog Alice Bell. Il testo completo del documento del funzionario del DECC si può scaricare dal sito di Alice.
Anche la ricerca sociale e sui media sancisce che ci sono dei problemi nella comunicazione delle questioni legate al global warming. La rivista Risk Analysis ha dedicato lo scorso giugno un numero speciale al tema. Gli accademici sollevano diversi dubbi sui motivi, i significati e i mezzi usati fino ad ora nella comunicazione sul cambiamento climatico.

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