Archive for the ‘Studi su scienza e tecnologia’ Category

Il futuro è già qui

Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. È vero che si parla di nanotecnologie, con dovizia di particolari sia storici che scientifici, ma l’operazione compiuta da Federico Neresini, sociologo dell’Università di Padova, è allo stesso tempo più ampia e più utile rispetto a una pubblicazione specialistica.
Più ampia perché il libro Il nano-mondo che verrà fornisce una chiave di lettura non banale di come si costruisce il futuro nella società della conoscenza. Più utile perché si tratta di uno dei pochi testi in italiano, attualmente in circolazione, in grado di disegnare una mappa chiara e accessibile ai risultati dei Science and Technology Studies. Chi non è accecato dai pregiudizi non potrà che riconoscere in questo programma di studi interdisciplinari un contributo fondamentale alla comprensione del ruolo della scienza nella società e alle influenze reciproche tra ricerca, tecnologia, politica, cultura, economia.
La domanda a cui vuole rispondere il libro è: perché una determinata innovazone tecnoscientifica si impone mentre altre no e quali sono i processi che ne consentono il consolidamento? Le nanotecnologie sono un caso particolarmente interessante per mostrare la debolezza esplicativa dei modelli lineari su cui si basa tanta retorica riguardo all’ “impatto della scienza”.
In realtà, l’innovazione prende forma “durante un processo all’interno del quale si mescolano conoscenza scientifiche, competenze tecniche, oggetti tecnologici, rappresentazioni sociali, coraggio imprenditoriale, disponibilità e convinzione dei suoi potenziali utlizzatori.”
In altre parole, scienza e società co-evolvono per dare forma a un futuro spesso molto diverso da quanto prefigurato da aruspici di varia estrazione. Nonostante le apparenze, la scienza non è inesorabilmente “avanti” rispetto alla società e quest’ultima non è costretta a una continua e affannosa rincorsa.
Questo non significa affatto negare il cambiamento e l’importanza decisiva della tecnoscienza nelle dinamiche di trasformazione sociale. Si tratta piuttosto di privilegiare una prospettiva che restituisce a tutti noi la speranza e la responsabilità di costruire il migliore dei mondi possibili. Se pur in modo quasi sempre inconsapevole, siamo così coinvolti come partecipanti attivi nel processo di costruzione del futuro socio-tecnico che quando l’innovazione si consolida la diamo per scontata, come se fosse sempre esistita.
Non ce ne accorgiamo, ma nel tempo dedicato a discutere, votare, ignorare, leggere, ascoltare quanto ci viene prefigurato come il “nuovo” che ci attende, spaventa o entusiasma, cambiamo sia noi che l’ “innovazione”, fino al punto da renderla possibile e invisibile.
Come conclude Neresini questo sarà anche il destino della società nanotecnologica: qualunque forma assumerà ciascuno ne sarà responsabile, ma nessuno lo sarà mai da solo.

Tag:, , ,

Conoscenza in transito

Qualche mese fa (giungo 2009) la rivista di storia della scienza ISIS ha dedicato un numero speciale al concetto della storicizzazione della Popular Science. Nell’editoriale di Johnatam Topham viene ripreso un concetto di un altro storico della scienza britannico, James Secord, molto interessante per chi si occupa di comunicazione. Secord è diventato qualche anno fa famoso nell’ambiente per la pubblicazione del libro Victorian Sensation.
Il concetto proposto da Secord può essere riassunto nell’espressione “knowledge in transit”, la conoscenza in transito. I capisaldi dell’idea di Secord sono:

1. Non c’è una netta separazione fra la produzione e la comunicazione della conoscenza. Le questioni su “come viaggia la conoscenza, a chi è resa disponibile, e come si raggiunge accordo su di essa” sono fondamentali nella produzione di conoscenza. In questo senso il processo di conoscenza riguarda, coinvolge, la comunicazione. La comunicazione non è una mera conseguenza della conoscenza, non viene dopo di essa.

2. La scienza è una forma di azione comunicativa.

Applicazione delle idee di Secord: cos’è la rivoluzione darwiniana?

Un episodio nel processo di industrializzazione della comunicazione e della trasformazione dei pubblici e dei processi di lettura.

Tag:,

Confini tra scienza e non-scienza

Spontaneus Generation è una rivista accademica open accesss con peer-review concepita come una piattaforma per una discussione interdisciplinare su temi di storia e filosofia della scienza. La rivista è curata da studenti di Phd. Per chi si occupa di comunicazione della scienza, nel terzo numero appena uscito, può essere interessante dare un’occhiata all’editoriale Epistemic Boundaries.
Come si distinguono i confini tra scienza e non-scienza? Come si spostano nel tempo e nei diversi contesti culturali tali confini? Quali sono le forze più importanti in gioco nel tracciarli? Gli autori fanno un resoconto dei paradigmi, programmi di ricerca, culture epistemiche, stili di ragionamento di storici, filosofi e sociologi molto utile per comprendere quale ruolo può avere la comunicazione in questo processo.

Tag:,