Strategie per comunicare la chimica

Su Nature Chemistry della scorsa settimana è stato pubblicato un articolo riguardante i problemi legati a comunicare la chimica ai non-esperti e le possibili ricette per superarli attraverso un maggior coinvolgimento di differenti attori sociali.
Matthew Hartings e Declan Fahy integrano molto bene la ricerca storica sull’evoluzione dell’immaginario pubblico della chimica con i risultati degli studi sulla comunicazione.
Gli autori individuano tre problemi principali: la chimica suscita paura, è complessa ed è priva di grandi temi unificanti.
I rimedi per favorire il dialogo con cittadini, imprenditori, associazioni, ecc. si articolano in cinque raccomandazioni. Le strategie che i chimici di professione dovrebbero seguire nei loro sforzi di comunicazione pubblica consistono in:
1. Realizzare iniziative che tengano conto dei risultati degli studi sugli atteggiamenti pubblici, sulla copertura mediatica della chimica e sulla comunicazione in situazioni controverse;
2. Capire come sono fatti i diversi “pubblici della chimica”, di quali conoscenza dispongono, a quali valori, credenze, interessi fanno riferimento, qual è il loro grado di attenzione, ecc;
3. Partecipare al nuovo ecosistema comunicativo centrato sulla rete in modo attivo e consapevole;
4. Connettere la chimica a temi di ampia rilevanza sociale e individuale;
5. Scegliere la cornice mediatica giusta per coinvolgere pubblici differenti.

Credo che siano tutti consigli giusti. Il problema è come renderli concreti.
In più, nonostante lo sforzo di individuare delle difficoltà specifiche nella comunicazione della chimica, la “terapia” potrebbe andar bene per molte altre discipline scientifiche.

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