Cittadini scientifici?

Si respirava un’aria di grande entusiasmo, impegno e preoccupazione tra i partecipanti al workshop sui conflitti ambientali svoltosi ieri a Ferrara nell’ambito delle iniziative del Festival di Internazionale di cui ho già parlato qui.
Anche in Italia ci sono ormai numerose esperienze, più o meno di successo, di partecipazione pubblica su temi tecnoscientifici controversi. La sensazione è però che non si siano fatti grandi passi avanti rispetto al passato. C’è gente che discute, si appassiona, ci crede, ma per il momento il processo di costruzione di una matura cittadinanza scientifica rimane molto tortuoso e dagli esiti incerti. È emerso però con chiarezza che il tema dell’ “essere cittadini rispetto alla scienza” non può essere esaurito solo nella sua dimensione politica, ma deve includere anche quella sociale, culturale ed economica. Su questo eravamo tutti d’accordo anche se tra il dire e il fare la strada è molto lunga.

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Comunicazione e cittadinanza scientifica

Dopodomani intervengo in un workshop nell’ambito delle iniziative del Festival di Internazionale a Ferrara. Il programma dell’evento a cui partecipo è disponibile qui. Il titolo della mia relazione è Comunicazione e cittadinanza scientifica.
Cercherò di rispondere alla seguente domanda: quali caratteristiche deve avere un modello di comunicazione che tenga conto della necessità di praticare diritti e doveri nei confronti della scienza?
Costruire la cittadinanza scientifica significa aumentare la consapevolezza del fatto che siamo titolari di una nuova generazione di diritti e di doveri e che dobbiamo far fronte a nuove responsabilità.
La centralità assunta dal sapere scientifico nella società contemporanea può provocare disuguaglianze ed esclusioni. Per questo, in modo spesso non consapevole, la società esprime un forte bisogno di cittadinanza scientifica.
La comunicazione pubblica della scienza è il meccanismo fondamentale per rispondere alla crescente necessità di rappresentazione e di auto-rappresentazione nei confronti delle questioni poste dall’innovazione tecnoscientifica. Ma quale comunicazione può rispondere adeguatamente a tali bisogni?
Si tratta di speculazioni, però l’idea è quella che la comunicazione non può soltanto essere finalizzata alla divulgazione o alla partecipazione, ma deve essere concepita per aumentare il grado di responsabilità di ciascuno di noi nei confronti della scienza come impresa umana collettiva.
Da una parte, questa presa di coscienza è prerequisito indispensabile per non subire passivamente i rischi legati allo sviluppo tecnoscientifico e per non essere esclusi dai suoi benefici economici, sociali e politici, in altre parole per invocare il diritto a essere informati, protetti e ad aver maggiore possibilità di scelte possibili rispetto alle nuove conoscenze. Dall’altra, ci impone anche dei doveri, come quello di favorire l’ “aumento” del tasso di conoscenza a beneficio di tutti e partecipare attivamente alla costruzione del futuro sociotecnico.
Se volete approfondire questi concetti una lettura utile è un articolo del sociologo Giancarlo Quaranta, pubblicata qualche tempo fa su Jcom, rivista di cui sono direttore.

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Mappe diventa un network e partecipa al Festival di Internazionale

Forse alcuni di voi ricorderanno l’evento Mappe organizzato lo scorso anno a Trieste.
Anche nel 2011 riproponiamo l’appuntamento, dal 22 al 25 novembre alla Sissa, sempre con l’obiettivo di voler contribuire a tracciare una cartografia dei rapporti attuali fra scienza, società e comunicazione. Il programma è in costruzione e vi terrò aggiornati sui suoi sviluppi, ma intanto ci sono delle novità importanti nella struttura dell’evento: da quest’anno MAPPE è un network. Per il momento il gruppo è formato da noi della Sissa, dal Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara e dalla Fondazione Idis – Città della Scienza di Napoli.
Ci siamo dati una forma di collaborazione leggera. L’idea è quella di proporre Mappe come un marchio sotto il quale presentare idee, incontri e proposte in cui crediamo e ci riconosciamo. Ciascuna istituzione si fa carico di portare avanti i progetti sul territorio in cui opera e poi ci diamo una mano nell’organizzazione. Il tutto si concretizza in iniziative a Napoli, Trieste e Ferrara.
Il primo appuntamento del network Mappe nel 2011 è proprio una due giorni nella città estense dedicata ai processi di partecipazione nei conflitti ambientali. Giovedì 29 settembre si terrà un incontro con lezioni frontali e parti pratiche. Successivamente, sabato 1 ottobre, ci sarà un laboratorio all’interno del Festival di Internazionale.
A metà ottobre a Napoli c’è poi un appuntamento dedicato alla didattica non formale delle scienze, di cui vi sarò dire meglio a breve, e infine, a novembre, il già menzionato evento triestino che prevede, tra le altre cose, la X edizione del Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza.

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