Evviva il bosone di Higgs?

Immagine presa da wired.it

Ieri è stato il grande giorno. Il momento tanto atteso della Particella di Dio è arrivato. Margherita Hack avrebbe detto: “Quella particella è Dio”. Va beh.
Al di là delle esagerazioni l’annuncio della scoperta ha avuto una gran copertura mediatica, con addirittura l’apertura dei tg di prima serata. Fatto raro per eventi che riguardano la scienza. Onore al merito all’ufficio comunicazione del Cern. Onore al merito agli scienziati, ovviamente.
I toni sono stati molto trionfalistici. Un po’ troppo secondo me. Forse vale la pena introdurre qualche altro elemento nella narrazione.
Vale la pena ad esempio ricordare che l’esistenza del bosone di Higgs potrebbe limitare, e di molto, le grandi ambizioni della fisica teorica. Lo scrive bene John Horgan nel suo blog su Scientific American. Si può inoltre aggiungere che continuare a liquidare il bosone di Higgs come la particella che “dà la massa a tutte le altre particelle” non chiarisce granché le cose ai non-addetti ai lavori. Su questo suggerisco la lettura di un pezzo di Robert Wright su The Atlantic.
Insomma c’è pane per i denti per i giornalisti scientifici che vogliono introdurre altre prospettive sul racconto del bosone di Higgs.

Tag:, , ,

Letture di scienza per l’estate – Parte 2

Come promesso, John Horgan di Scientific American completa la sua lista di classici della scienza da leggere sotto l’ombrellone. La lista dei venti volumi selezionati questa settimana va dalla lettera K fino alla W e si aggiunge a quella della scorsa settimana (dalla A alla J).
Questa volta scelgo Great and Desperate Cures, un libro sull’ascesa e il declino della psicochirurgia e di altri trattamenti radicali della malattia mentale, come recita il sottotitolo.

Tag:, ,