Manuale di giornalismo imprenditoriale

Sergio Maistrello, nel suo libro Giornalismo e nuovi media, concludeva (pg. 209) che il giornalista ha oggi “l’opportunità di avvolgere in una nuova confezione digitale la sua tradizione plurisecolare: il grande reporter, raffinato scrittore, abile indagatore, pensatore e lettore critico, dotato di una visione sufficientemente aperta e documentata per comprendere ciò che accade nel mondo, diventa ora anche narratore multimediale, costruttore di comunità, selezionatore affidabile di destinazioni, animatore di reti collaborative, capace di mettere all’occorrenza le mani nel codice di programmazione, possibilmente dotato di spirito imprenditoriale”.
Su quest’ultimo punto Mark Briggs ha appena pubblicato un libro che dice cosa fare in concreto per creare nuove imprese nel campo dell’informazione e ricercare i nuovi modelli economici per il giornalismo. Poi bisogna fare/essere anche tutto il resto che dice Sergio, ma intanto per chi vuole lanciarsi in proprio nell’economia delle news digitali credo che la lettura del volume di Briggs sia molto utile.

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La comunicazione della scienza cerca credibilità accademica

Da circa due anni c’è un profluvio di libri di testo su argomenti che di volta in volta vengono denominati “comunicazione della scienza”, “coinvogimento pubblico”, rapporto tra “scienza e mass-media” o tra “scienza e società”.
Nel 2008 è uscito l’Handbook of Public Communication of Science and Technology curato da Massimiano Bucchi e Brian Trench.
Nel 2009 sono stati pubblicati due volumi curati da Holliman et al. Il primo dedicato alla ricerca, mentre il secondo alla pratica in comunicazione della scienza.
Siamo in attesa dell Encyclopedia of Science Communication da parte di Sage e intanto c’è già un’altra pubblicazione che si propone come guida introduttiva per la formazione in comunicazione della scienza.
Si tratta di Communicating Science: New Agendas in Science Communication curato da LeeAnn Kahlor and Patricia A. Stout, New York, Routledge, 2010.
E’ bene notare che non si tratta di manuali per imparare tecniche e pratiche della comunicazione della scienza. Di quelli ne escono in continuazione.
Qui il tentativo è più ambizioso. Si vuole mostrare che la comunicazione della scienza è una disciplina accademica vera e credibile. I temi trattati, non a caso, sono volutamente ampi. Un obiettivo comune a tutti i testi è mostrare la vastità di ricerche che ricadono sotto la parola ombrello “comunicazione della scienza”.
Nonostante si insista molto sul fatto che i contributi alla ricerca nel settore provengano dalle discipline più disparate, alla fine prevale ancora molto la sociologia.
Da un punto di vista accademico la comunicazione della scienza è alla ricerca di un corpus di conoscenza condiviso e di uno specifico disciplinare. Questi testi, con qualche fatica e ridonadanza, vanno in questa direzione.

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Manuale su giornalismo 2.0

Circolano i rete i primi manuali sul giornalismo 2.0 Quello che vi segnalo è in realtà del 2007, ma tant’è. L’ha scritto Mark Briggs per iniziativa del J-Lab e del Knight Citizen News Network.

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Per gli scienziati essere buoni comunicatori non basta

Communicating science di Nicholas Russell si propone come un libro diverso da quelli che portano di solito questo titolo.
Non è un manuale, non dice semplicemente che per gli scienziati i tempi son cambiati, che devono uscire dalla torre d’avorio, che devono capire le logiche dei media e, ahiloro, adattarvisi. Dalla descrizione su Amazon:

“This book critically examines the origin of this drive to improve communication, and discusses why simply improving scientists’ communication skills and understanding of their audiences may not be enough. Written in an engaging style, and avoiding specialist jargon, this book provides an insight into science’s place in society by looking at science communication in three contexts: the professional patterns of communication among scientists, popular communication to the public, and science in literature and drama. This three-part framework shows how historical and cultural factors operate in today’s complex communication landscape, and should be actively considered when designing and evaluating science communication. Ideal for students and practitioners in science, engineering and medicine, this book provides a better understanding of the culture, sociology and mechanics of professional and popular communication.”

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Un altro manuale per gli scienziati che vogliono/debbono comunicare

Am I Making Myself Clear? è un libro pubblicato da poco della Harvard University Press indirizzato agli scienziati che vogliono migliorare le loro capacità comunicative. La logica con cui sembra impostato è quella solita del conflitto tra scienza e media: i ricercatori devono correre al riparo dalle distorsioni di radio, tv, internet, ecc. altrimenti sono guai. Nella presentazione ci si ripromette in realtà di servire gli interessi del rapporto tra “scienza e società”. Vedremo…

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