Gli effetti del churnalism sulle news di salute

Il termine “churnalism” indica la deprecabile pratica di copiare e incollare i comunicati di un ufficio stampa e spacciarli per articoli giornalistici. La parola è stata coniata da Nick Davies del Guardian qualche anno fa nel libro Flat Earth News. Le cause dell’insana commistione tra il giornalismo e le pubbliche relazioni sono imputabili alla scarsità di tempo, alle pressioni della pubblicità e dell’ industria, alla mancanza di competenze specifiche dei cronisti. Il churnalism è un fenomeno crescente e diffuso in tutti i settori dell’informazione, incluse scienza e medicina. Per correre ai ripari sono nate numerose iniziative con l’obiettivo di smascherare i pezzi copia-incolla e i giornalisti pigri.
Plos Blog Network di qualche giorno fa ha pubblicato i risultati di cinque anni di accurate indagini realizzate da HealthNewsReview.org, un sito specializzato nella valutazione della qualità dell’informazione medico-sanitaria americana. Nell’articolo si discute degli effetti del churnalism.
Tra i risultati più interessanti emerge che:

-il 70% delle storie esaminate ha punteggi bassi riguardo alla discussione sui costi degli interventi sanitari e alla quantificazione dei loro possibili danni e benefici;
-nella prima metà del 2010 l’80% delle notizie di salute ricavate da un comunicato sono state pubblicate da due sole agenzie di stampa;
-il churnalism è un fenomeno in crescita.

Sono riportati anche alcuni esempi negativi eclatanti di una copertura giornalistica fuorviante o incompleta basata sul copia e incolla.

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Dentro la conoscenza scientifica – Un blog di PLoS all’interno del laboratorio

Immagine tratta da bgoodscience.wordpress.com

Parte una nuova iniziativa di comunicazione della scienza lanciata sul network dei blog di PLoS. Si tratta di Inside Knowledge. È realizzata da un gruppo di studenti dell’Imperial College in collaborazione col gruppo di ricerca Blast, un team interdisciplinare che si occupa di biomeccanica e biofisica. L’obiettivo dell’iniziativa è mostrare come funziona la scienza-in-azione, o almeno una sua parte.

Qualche considerazione a caldo.
Punti positivi:
1. Il tentativo di cercare nuove narrazioni della scienza mostrando il dietro le quinte del laboratorio. In realtà non è un fatto proprio nuovo. Nelle discussioni tra addetti ai lavori è da anni un argomento ricorrente quello di non limitarsi alla scienza pronta all’uso rappresentata emblematicamente dal paper pubblicato sulle riviste. Con l’allargamento delle possibilità di pubblicazione offerte dalle tecnologie digitali e dalla rete è possibile che finalmente qualche tentativo superi le fasi sperimentazione ed esca dal mondo dei desideri. Potrebbe essere il caso di Inside Knowledge;
2. Il rapporto diretto con il mondo della formazione. Quattro studenti trovano ospitalità su PLoS e provano a fare una cosa nuova. Bravi gli studenti e bravi quelli di PLoS che danno loro questa opportunità.

Punti incerti:
1. Non capisco se concentrarsi su un unico laboratorio sia una scelta definitiva oppure se è solo un punto di partenza. Se vale la prima ipotesi è un po’ limitativo e soprattutto mi fa venire un sospetto;
2. Il sospetto è che si tratti di un’iniziativa di comunicazione istituzionale mascherata. Niente di male ma se così fosse sarebbe meglio dichiararlo più esplicitamente.

Intanto vi giro il video di presentazione del blog:

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