Siamo tutti scienziati

E’ uscito qualche tempo fa, ma vale la pena lo stesso leggere un articolo apparso su Seed alla fine di dicembre del 2009 scritto da Dave Manger su come volontari non-scienziati stanno contribuendo a sviluppare dei progetti di ricerca in ambiti molto diversi, dalla biochimica alla cosmologia.
L’aspetto più interessante secondo me è che non si tratta della cosiddetta wikiscience, vale a dire quei progetti di ricerca collaborativa di calcolo distribuito in cui gli utenti mettono a disposizione parte della memoria dei propri computer da casa.
Nei progetti descritti da Manger, a cui lui stesso ha contribuito giocando con le proteine, partecipando a test psicologici via web e descrivendo le caratteristiche di alcune galassie, il ruolo dell’utente è non solo attivo nella produzione della conoscenza ma anche necessario.
Secondo Mager non si tratta di pubbliche relazioni, ma di un contributo all’impresa scientifica contemporanea. Un contributo concreto alla costruzione della cittadinanza scientifica che sfrutta la più importante risorsa computazionale del pianeta: il cervello umano.

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