Effetto Csi?

Via Mind Hacks, una questione su cui ci si interroga spesso: gli effetti sul pubblico di fiction famose come ER, Doctor House, ecc. Questa volta tocca a CSI.
Un articolo dell’Economist riporta degli studi secondo cui l’esposizione a CSI determina un’eccessiva fiducia nei metodi della scienza forense, la scienza applicata all’amministrazione della giustizia. Il sequenziamento del DNA è uno degli esempi più famosi.
I giurati che guardano CSI sono in grado di capire cos’è un test del DNA ma non sono in grado di capire quando è opportuno usarlo. La visione della fiction aumenta insomma le aspettative della rilevanza e del potere dell’evidenza scientifica e di conseguenza influenza i giudizi della corte.
La critica è che gli studi riportati dall’Economist si basano su aneddoti e che le prove di una relazione causa/effetto tra esposizione mediatica e comportamenti sia tutt’altro che chiara.
E’ una questione un po’ vecchia, ma si ripresenta costantemente: l’idea che, nel bene o nel male, soprattutto quando si parla di scienza ci sia una relazione lineare tra ciò che le persone vedono in tv, leggono sui giornali o ascoltano alla radio e le scelte, gli atteggiamenti, le opinioni in materia di scienza e tecnologia.
Non è così. Le cose sono molto più complicate.

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I lettori del New York Times preferiscono la scienza

“Ti ho inviato una email con un articolo che mi sembra davvero impressionante: parla di meccanica quantistica”. Potrebbe recitare così il testo di un messaggio di posta elettronica di un lettore del New York Times che invita conoscenti, amici e parenti a condividere la lettura di un “pezzo” apparso sul quotidiano newyorkese. Secondo una ricerca dell’Università della Pennsylvania e riportata dal giornale lo scorso otto febbraio, il 30 per cento degli articoli suggeriti via mail ad altre persone tratta di scienza. Il motivo per condividere con altri la lettura è che gli argomenti scientifici suscitano ammirazione e reverenza. Perché? Perché se leggi una storia che fa cambiare il modo di vedere il mondo, lo vuoi condividere con altri, vuoi condividere con altri cosa significa. Vuoi fare dei proseliti e condividere il sentimento di ammirazione con loro. Tutto questo, secondo i ricercatori dell’Università della Pennsylvania ha a che fare con la scienza, almeno per i lettori del New York Times.

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Nuovo report britannico su scienza e media

Il Science and Media Expert Group del dipartimento britannico per l’innovazione (più precisamente il Department for Business, Innovation and Skills) ha pubblicato un nuovo studio sul rapporto fra scienza e media.

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